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Cronistoria Ceccano

Cronistoria del Calcio a Ceccano


1920-1940
 Ceccano
1941-1950 Bomprini Parodi Delfino (BPD) Ceccano
1950-1959 Annunziata Ceccano
1960-1970 Società Sportiva (S.S.) Ceccano
1970-1982 Polisportiva Rinascita Ceccano
(tramite fusione di S.S. Ceccano e Polisportiva Rinascita)
1981-1984 Ceccano (SC Marini)
1984/1985 Non iscritta al Campionato di Promozione – Cessione del Titolo alla Vis Sezze
1986-1992 Spes Nuova Ceccano
1992-2009 Associazione Sportiva (A.S.) Ceccano
2009-2015 Associazione Sportiva Dilettantistica (A.S.D.) Ceccano Calcio (fusione di A.S. Ceccano e A.S. Ferentino Calcio)
2015- Associazione Sportiva Dilettantistica (A.S.D.) Ceccano Calcio 1920

Si ringrazia Tommaso Bartoli per le tante informazioni e i tanti ricordi contenuti nel libro “Cacio e Calcio Rosso-Blu. Pedatando verso il 2000” (Ceccano, 1996) e messi a disposizione del Sito dell’ASD Ceccano Calcio 1920 a mo’ di scheda riassuntiva.

Tommaso Bartoli: “La scelta del titolo è stata determinata dal fatto che i maggiori finanziatori delle squadre di calcio locale sono stati valenti imprenditori nella lavorazione e trasformazione del latte: Giovanni Esposito, Pasquale e Peppino Pettinicchio, Giovanni Cinque, Giuseppe Bruscino. L’idea lanciata da Giovan Battista Giovannone, ex calciatore, fu prontamente da me raccolta e, con impegno ed entusiasmo, cominciai qualche tempo fa a ricercare tutto ciò che potesse servire a realizzare una documentazione scritta”.

ANNI VENTI

Negli anni Venti i primi a indossare i colori rossoblu sono Felice “Gli Vuspitt'” Arduini, Zi Checco De Nardis, Zi Benedetto “Betto” Capoccetta, Mario Pallagrosi, Michelangelo “Pizza Calla” D’Annibale, Mario “Zunna” Maura, Nino “Cinquanta” Diana, Luigi “Bacch’tton'” Gigli, Amedeo Scarsella, Guido “Middiucci” Quattrini, Giovan Battista “Muzzitt'” Carlini, Arturo “Catozi” De Santis, Lorenzo “Cimbicitt'” Bucciarelli, Luigi Marella, Paride Popolla, Paolo Di Vico, Mario Paolini, i due fratelli Ronchetti di Terracina (dipendenti della Romana Elettricità, ora Enel) e i due fratelli Stoppoloni della Fortitudo di Roma. Erano gli anni Venti. Gli allenamenti si fanno al Prato Meschini, in Via Grutti, e a “Gli Campicegli” della Famiglia Antonelli, sito tra Via Madonna della Pace e Via Madonna del Carmine. Le partite ufficiali vengono giocate al “Santa Maria” e vengono seguite dal pubblico sul prato della Costarella oppure in piedi dal Ponte del Fiume Sacco. Ad importare il calcio a Ceccano è un infermiere del “S. Maria della Pietà”, Francesco Grassi, assieme al concittadino Domenico Angeletti, entrambi dipendenti dell’Amministrazione Provinciale romana: il gruppo costituito all’interno del Manicomio è il G.A.S. (Gruppo Aziendale Socialista) con sede e palestra al Montano Vecchio. I tifosi più accaniti sono Sergio e Vincenzo “Cencelli” Carlini. Erano soliti dire:

Sergio: “Venci Ciccan’ a dui a zer’!”
Cencelli: “Forza ca sau arrancati!”

Numerosi i giovani che si affiancano alla prima squadra e che li sostituiscono: Umberto Proietta al posto di Paride Popolla, partito per l’allora italiana Africa Orientale; poi i due fratelli Marini, Giordano Bruno, Leandro e Vincenzo Mattone, Vincenzo “Vocca Zozza” Tiberia, Leandro e Saturno Fiorentini, Romolo Battista, Plinio Pirri, Sante De Sanctis e quel Dante Popolla che non sarebbe tornato dalla guerra e al quale sarebbe stato intitolato lo Stadio Comunale. Per tutti i genitori il calcio è un perditempo, quindi i giovani lo praticano di nascosto. Adriano Micheli, sedicenne apprendista calzolaio, va a giocare in porta, nascondendo gli indumenti davanti a casa sua. Un giorno arriva suo padre, lui scappa e lascia i compagni in dieci. Bruno Bucciarelli marina spesso il “Turriziani” e va a giocare al “Matusa” di Frosinone. Per non sporcare le scarpe si gioca coi calzini, e i calciatori più pagati del tempo (Raimundo Orsi e Luisito Monti) prendono settemila lire al mese più premi partita, ma finiranno tutti in assoluta povertà.

FASCISMO E GUERRA

Nel 1927 viene istituita la Provincia di Frosinone ed entra in scena il primo Segretario Federale dei Fasci, l’avvocato Nicolò Maraini, appassionato di sport e dedito alle gara automobilistiche. Il Presidente dell’Ente Sportivo Provinciale è l’Avvocato Giulio Pegazzani. Quando la squadra di calcio degli Avanguardisti e Giovani Fascisti gioca contro quella del 2° Reggimento Bersaglieri (presso un campo estivo vicino al pastificio del Ponte), sono questi ultimi ad avere la meglio (2-0) e due di loro festeggiano facendo capriole per tutto il campo. L’episodio più esilarante è quello di Lorenzo “Cimbicitt'” Bucciarelli che, stanco di chiamare invano la palla, buca il pallone con un coltello, dandosi poi alla fuga. L’organizzazione periferica è esposta, però, a ingerenze di uomini inesperti o dominati da preoccupazioni politiche: gli Enti Sportivi Provinciali hanno fallito e dal 1931 entrano in ballo i Segretari Federali per finanziare le attività popolari e per controllare dirigenti e soci, facendo propaganda politica (come previsto dalla circolare di Turati). Sor Michele Tanzini, ricordato per aver costruito l’acquedotto e ingrandito il Cimitero, avvia una pratica di esproprio di un terreno (in precedenza della Famiglia Savoni) che si protrarrà dal 1932 al 1937. I lavori di costruzione di tre gradinate, tribuna e colonia elioterapica vengono realizzati dalla Ditta Tanzini Vincenzo. La Colonia “F. Avallone” (in onore del milite della Forestale trovato morto nel bosco di Amaseno) accoglie nel periodo estivo i ragazzi bisognosi, che partono ogni mattina dal Monumento in fila per due con le maestre al seguito alla volta della cura solare proposta dal Pediatra Dott. Ciolfi, il cui figlio fa parte della squadra di calcio. Solo negli anni Cinquanta i gradoni sarebbero stati portati a sei per accogliere i 5000 spettatori che seguivano le gesta della grande Annunziata Ceccano. Il Campo Sportivo “Dux” (attuale Stadio Comunale “Dante Popolla”) è inaugurato nel 1934 con la partita tra il Frosinone e quella Lazio che presenta in campo l’ala sinistra Levratto e il grande Silvio Piola. Oltre a partite tra squadre del Basso Lazio, nell’impianto sportivo si tengono sfilate, saggi ginnici, gare di atletica. La squadra degli Avanguardisti, capitanata da Plinio Pirri, ha in rosa Gerardo Affinito, Ettore Carlini, Cesare De Sanctis, Francesco Battista, Vincenzo Mattone, Tommaso Di Vico, Vincenzo “Vocca Zozza” Tiberia, Giuseppe “Pitto” Gigli, Pietro “Cavallone” Masi, Sante De Sanctis, Giuseppe Rispoli, Leandro Mattone, Leandro Fiorentini, Guido Spaziani, Lucio Secchi, Stefano Lippiello, Adriano Micheli, Domenico “Memmetto” Battista, Roberto De Angelis, Giuseppe “Peppino” D’Annibale, Giulio Reali, Luigi “Gigetto” Di Pofi e Romolo Bartoli. Per gli incontri più impegnativi si aggregano da Frosinone Altobelli, Mercuri e Forte. La particolarità del tempo è che Ceccano e Frosinone sono allenate entrambe dal Mister ungherese Claers: in occasione di un Derby, l’allenatore viene cacciato per aver favorito la squadra canarina.

Mister Claers: “Dedicatevi al gioco delle bocce, dove potreste trovare sicuramente maggiori soddisfazioni” (rivolto a Achille Mizzoni e Vincenzo Novello, aspiranti calciatori)

Due sono le squadre esistenti a Ceccano e sono accese le stracittadine: la “Forti e Veloci”, sostenuta da nostalgici del Partito Popolare di Don Sturzo, in rappresentanza della parte alta della Città; la “Giovinezza Artena”, parte bassa,  sponsorizzata da Sor Guido Tanzini, di chiara marca fascista. Le due formazioni sono le antesignane della Piazza e del Ponte. Agli inizi degli anni Trenta, sono presenti tanti gruppi sportivi formati da ragazzi dell’oratorio: la “Giovinezza Artena”, per intenderci, è una rappresentativa del Circolo di Azione Cattolica di Don Vincenzo e Don Alberto (Chiesa S. Maria a Fiume). I giovani di AC, coi colori viola della Fiorentina, partecipano al Secondo Torneo Rionale di Ceccano: difficile reperire undici effettivi capaci di giocare a pallone, la campagna acquisti non ha fatto sconti a nessuno, così i ragazzi dell’Oratorio di Via Cavour si organizzano così: Presidente Lamberto Bertini, Direttore Tecnico Giovanni Mattone, formazione composta da Pietro “Ghillari” Carlini, Carmine Del Brocco, Antonio “Pronta” Tiberia, Mario Ferri, Tommaso Bartoli, Francesco “Chicchitto” Bucciarelli, Ercole “Zio Checco” Cellante, Giovanni De Santis, Alfredino Di Mario, Ninetto Ferri, Gerardo Calderari, Andrea Carlini, Carlo Bartoli, Lorenzo Tiberia, Agostino Santodonato; Allenatore Giovannino “La Vicchietta” Mattone, Massaggiatore Peppino Ceccarelli. Il 29 settembre 1936, festa del Patrono S. Michele Arcangelo, il Ceccano deve affrontare il Priverno a Campo Grande: la partita finisce in pareggio (3-3), per andare e tornare viene noleggiata una carrozza e poi tutti a dorso di muli fino al “prato verde”. Il primo ritaglio di giornale rinvenuto parla di una partita al “Campo Dux” nel 1936: “Pubblico scarso e terreno fangoso. Il Sora si presentava rinforzato con elementi di Divisione, Ceccano scendeva in campo privo di tre titolari”. Ottimo il combattente Mattone, De Sanctis, Rispoli (“sette vite come i gatti, si tuffa nel fango e nella mischia, ne esce imbrattato e sconvolto, ma non vinto”) e Bucciarelli (“autore dei due punti”) in grande spolvero, prova opaca dell’ala Battista, fischiato dal pubblico. In quella formazione presenti Micheli, Quattrini, l’altro Mattone, Masi, Spaziani e Fiorentini. Il Ceccano gioca in dieci per gran parte del match, a testimonianza del non eccessivo appeal che suscita il calcio.

Adriano Micheli: “Avevo 16 anni, era il mese di novembre ed il campo era diventato per la pioggia un acquitrinio. Non solo l’emozione determinò in negativo il mio rendimento su due facili palloni, ma soprattutto le grandi scarpe N° 44 che calzavo. Calzo il 41”.

S.S. BPD CECCANO: BOMPRINI PARODI DELFINO

Per rinforzare la squadra nel 1939 viene ingaggiato un giocare napoletano, Gaetano “Mozzarella” Esposito (nipote dell’industriale caseario Giovanni), abile terzino destro, mai puntuale agli allenamenti per via del lavoro. Viene poi assunto come operaio dalla Società Annunziata e può curare maggiormente la preparazione. Partito per la guerra, è rivisto in Croazia da Luigino “Givinotto” Giovannone. Altri che vengono inviati a combattere e che non tornano dalla guerra: Dante Popolla, Cesare De Sanctis, Guido Rispoli, Domenico “Memmetto” Battista. Altri tornano dopo anni di prigionia. Durante la guerra, il calcio, seppur in formato ridotto, continua a manifestarsi a Ceccano. Nel 1941 viene fondata la Società Sportiva BPD Ceccano, formata da giovani operai dello stabilimento Bomprini Parodi Delfino, che si affrontano con le varie rappresentative dei reparti. I migliori giocatori selezionati vengono affidati alle cure di Mister Levratto, sulla panchina anche del Colleferro (militante in Serie C). Tre ceccanesi (Leandro Mattone, Romolo Battista e Leandro Fiorentini) passano ben presto al Colleferro con la possibilità di lavorare presso lo stabilimento cittadino. Viene selezionato anche Giuseppe “Peppe” Colapietro, ma deve andare in guerra. Leandro Mattone (soprannominato “Tua”, pronunciato a ogni passaggio al compagno) può essere considerato uno dei più grandi calciatori ceccanesi di tutti i tempi: classe, caparbietà, senso della posizione, pronto dalle retrovie a incornare di testa su palla da calcio d’angolo fino all’età di quarant’anni. Antonio, figlio d’arte, andò a lavorare in Canada e si fece apprezzare per le doti calcistiche nelle file della squadra Italia Windsor di Detroit. Mister Levratto scopre tra i giovani operai di Faito veri e propri campioncini: Claudio Gabriele, Antonio “Tonino” Villa (di Isola Liri), Domenico Incagnoli (portiere cepranese) e il grande Giovan Battista “Titta” Giovannone.

Titta Giovannone

La BPD Ceccano scende in campo con i colori rossoneri e non rossoblu, così come l’altra squadra (appartenente a diversa società) porta come sigla G.I.L. (Gioventù Italiana del Littorio) e un completo con maglia bianca, fascio sul petto e pantaloncini neri. Quest’ultima è costituita da tanti militari del Distaccamento della Divisione Piave a Ceccano: Ottorino Guastalla, Aldo Bonan, Domenico Donvito, Antonio Billato (gli ultimi tre rimasti a Ceccano anche dopo l’8 settembre 1943). In squadra Adriano Peruzzi, Giuseppe “Pinetto” Bonanni, Marcello Fabiani, Marcello Papetti, Gregorio Amati, Luigi “Piscittigli” Carlini. Questa squadra affronta il primo incontro internazionale al Campo Sportivo Dux contro una formazione di avieri tedeschi dell’Aeroporto di Frosinone. La partita, giocata su un campo pesantissimo, è vinta dai panzer tedeschi per 3-2 grazie al Sistema Inglese W-M, modulo di gioco nato nel 1939 e allora ancora poco conosciuto. In Italia lo schema è applicato dal Genoa dopo aver visto la partita Italia-Inghilterra a Milano, e successivamente da Juventus e Torino: sbarramento difensivo con due terzini e un centromediano. Il 9 maggio 1943, il centromediano Mattone, l’interno destro Leandro Fiorentini e l’ala sinistra Battista scendono in campo con la maglia del Colleferro contro la squadra della Regia Marina: in campo Valentino Mazzola, Ezio Loik, Guglielmo Gabetto, Franco Ossola e Ferruccio Valcareggi.

PASSAGGIO DALLA MONARCHIA ALLA REPUBBLICA

Con l’istituzione del Ministero del Turismo e dello Spettacolo (successivamente anche “dello Sport”, parola non considerata nella Costituzione repubblicana). A livello locale non è ancora prevista la carica di Assessore allo Sport. In Italia aspro il dibattito tra chi vuole lo sport fuori dalla scuola e chi, invece, voleva il contrario, adattandolo al nuovo scenario. Nel 1946 il CONI abolisce le Federazioni per far sì che lo sport goda di maggiore autonomia e si liberi della burocrazia. Il Commissario, poi Presidente eletto Avv. Onesti tenta, al contrario, di riorganizzarle in un Paese provato dalla guerra. Dopo la caduta del Fascismo, le grandi lettere della scritta “Dux”, situate sotto il pennone alla sinistra dell’ingresso principale, vengono divelte e resta incompiuto il tentativo di distruggere il fascio in pietra in basso.

DOPOGUERRA

Alla fine del 1945 Pasquale e Peppino Pettinicchio, con stabilimento in Via Madonna della Pace, creano una cordata con Filippo Misserville, Giuseppe Vespasiani, Temistocle Taccheri e Nino De Nardis, costituendo la prima società calcistica post-bellica. In squadra Adriano Micheli, Vincenzo “Cecé” Rispoli, Ettore, Antonio e Luigi Carlini, Tiberio “Zi Bebbo” Tiberia, Giuseppe “Caluso” Colapietro, Giovan Battista “Titta” Giovannone, Giuseppe “Peppino” Spaziani e Vincenzo Ciotoli. Rientrano poi in rosa dai campi di concentramento Sante De Sanctis, Vincenzo Mattone, Raniero Ramandi, Benedetto Tomassi, Cataldo Carlini, Antonio D’Annibale, Giuseppe “Pitto” Gigli e Pasquale Masi. Nel 1946 la prima partita giocata al “Matusa” di Frosinone con storica vittoria per uno a zero con gol decisivo di Raniero Ramandi. I tifosi raggiungono Frosinone con un treno-merci e, al ritorno, vengono bersagliati da pugni e sassaiole, avviando poi una caccia all’uomo. Formazione in campo: Carlini Cataldo, Carlini Ettore, Gigli, Giovannone, Tomassi, Battista, Mattone, Carlini Antonio, Carlini Luigi, Spaziani e Ramandi. Accompagnatori Luigi “Gigettino” Piroli, poi Sindaco di Ceccano, e Mario Reali. Il campanilismo sfocia spesso in qualcos’altro: durante una partita a Ceprano, a Mario Del Brocco viene mozzato il lobo dell’orecchio con un morso, dopo una colluttazione con sei tifosi cepranesi, e il direttore di gara è costretto a gettarsi nel fiume e fuggire a nuoto. Nella Rosa del 1947 e 1948 ci sono pochi calciatori originari di Ceccano. Il 25 ottobre 1948 Alatri-Ceccano finisce 1-0: tra i rossoblu, Turini (poi Senatore della Repubblica), Carlini, P. Masi, Iannarilli, Iacomini, Giudici, Pietrarota, Forti, De Luca, Carapelli e Piccioni. La Gestione Taccheri porta a Ceccano calciatori del calibro di Forlivesi, ala sinistra proveniente dalla Fortitudo, e D’Angelo, centromediano metodista, anch’egli romano. I ceccanesi Antonio Carlini, Vincenzo Ciotoli, Raniero Ramandi e Cataldo Carlini hanno accantonato il calcio per questioni lavorative, mentre Tomassi e Battista giocano al Ceprano, Titta Giovannone alla Viterbese. La dirigenza del Ceccano sta per mollare tutto, ma dai Tornei Rionali iniziano a venir fuori tante individualità, non abbastanza, però, per sostenere un Campionato di Prima Categoria. Gli emergenti: Alfredo e Spartaco Gizzi, Rino Villani, Enzo e Sergio Giorgio, Nino e Tommaso Bartoli, Leo Ciccione, Francesco “Chicchitto” Bucciarelli, Luciano Mastrogiacomo, Giovanni e Giuseppe “Urduchigli” Di Lorenzo, Massimo Fabi, Enrico De Bernardis, Angelo De Santis, Titta Colafrancesco, Gregorio Amati. Peppinuccio Di Lorenzo è irascibile, quasi cattivo in campo, dotato di un dribbling ubriacante e difficile da fermare, acrobatico (rovesciate), pericoloso e opportunista in area.

Peppinuccio Di Lorenzo: “Chiedo due cose: la palla dai compagni e i miei pantaloncini neri”.

ANNI CINQUANTA

Negli anni Cinquanta, parte l’idea di organizzare un Torneo tra i Rioni di Ceccano, proposta raccolta subito da un gruppo di studenti che frequentava il Bar di Piazza Berardi (di Salvatore “Schizzetta” Gizzi), dal Bar della Cantinella (di Nino Di Pofi), dal Bar della Madonna della Pace (di Peppino Santodonato). Non solo Bar: parteciparono anche la squadra “A. Gramsci” (PCI, in rappresentanza del Rifugio) e la “Fiamma” (MSI), organizzata e sponsorizzata da Pinetto Bonanni, al quale va anche dato il merito di aver importato il Baseball a Ceccano. La sola squadra rionale al 100% è la Colombo di Leandro Mattoni, composta da residenti del Quartiere S. Pietro: Domenico Angelini, Giuseppe e Salvatore “Pulucca” Di Stefano, Giovanni “Perticone” Molinari, Mario Minissi e Giovanni “Giuagnitt’ Gli Furnar'” Di Stefano, Giambattista “Pall’tton'” Tiberia, Alfredino “Bidon'” Gizzi, Marcello “Piombi” Pizzuti, ‘Ndetto “Baggioss'” Maura, Camillo Canestrelli e Nino “Ciautton'” Di Pofi. Presidente Peppino Masi. L’unica assente è la Piazza, che nelle edizioni successive, si sarebbe fusa con la Colombo partecipando come “Aurora” e diventando la protagonista del Rionale: due tornei vinti, il primo con Di Stefano, Palombo, Gizzi I, Gizzi II, Giovannone E., Ciotoli, Minissi, Gabriele A., Di Lorenzo G., Di Bernardis E., Alfini. La squadra del Ponte era, invece, composta da Antonio “Misfetta” Spagnoli, Antonio “Bicchirin'” Carlini, Roberto De Angelis e Nino “Liggirini” Bartoli, Mimmo “Giacchitt'” Cipriani, Sergio “Matarazz'” Giorgi, Salvatore “Totore” Bruni, Antonio “Ndoniucci Pampanegli” Malizia, Peppino “Gli Meccu” D’Annibale. Presidente Salvatore Gizzi, Allenatore Carlo Fiorentini, Direttore Tecnico Vincenzo Catenelli. Della Cantinella facevano parte, invece, Lorenzo, Nino e Titta Di Pofi, Maura, Capoccetta, Ciotoli, Alonzi, Nicolia, Rossi. A Nino Di Pofi il merito di aver inserito la prima squadra di periferia nella competizione cittadina. La formazione della “Gramsci”: Antonio “Ciappami” Billato, Tommaso “Pacchion'” Bucciarelli, Felice Orsinetti, Alessandro “Sfaldon'” Mattone, Benedetto “Misdò” Del Brocco, Agostino “Ciautton” Leo, Antonio “Muccichitt'” Mattone, Luigi Raoni, Andrea “Spaghettini” Onisi, Ernesto “Maiale” Del Brocco, Mario “Scud’llitt'” Maura, Vladimiro “Mirott'” Di Mario, Pietro “Labbron'” Spagnoli. Allenatore Gasperino “Gli Sicilian'” Barrale. Formazione della Fiamma: Pio Bonanome, Vincenzo De Santis, Spartaco Gizzi, Giulio Sindici, Luciano Mastrogiacomo, Rino Villani, Enzo Giorgi, Anito Giudici, Vincenzo D’Amico, Orazio Trotta, Pasqualino Vicheni, Umberto Bancani. I “Bucetti” (Bar Peppino Santodonato, Madonna della Pace) del Responsabile Pasqualino Salomone presentano una maglia di lana bianca con un discorso rosso in petto a mo’ di segnale “Stop” e scendono in campo con Gianni Di Mario, Eliseo e Luigi Bevilacqua, Pietro “Cinese” Bartoli, Filippo “Sor’ci” D’Ambrosi, Filippo Rinaldi, Pio “Bocci” Aversa, Sandro e Vincenzo Bucciarelli, Vittorio Marella, Nicolino “Gli Murlatt'” Tomassi e Lorenzo Guerrucci. Il Torneo non giunge a termine: il Ponte comanda la classifica con nove punti, a ruota la Gramsci con 8; nell’incontro tra Ponte e Bucetti (momentaneo due a zero), Gigino Bevilacqua chiama in difesa Pietro Bartoli e, portatosi in attacco, segna una doppietta in cinque minuti; capovolgimenti di fronte sul due a due, finché l’arbitro Domenico “Memmin'” Savoni fischia un rigore per il Ponte, penalty mai tirato perché Pasqualino Salomone ritira la squadra dal campo. L’anno successivo (1955) è il Ponte ad avere la meglio nella Finalissima contro l’Ariete, andato in vantaggio con Coluzzi ma arresosi ai due gol firmati da Protani e Giulio Bartoli. Nel 1959 la grande occasione in Finale contro il Ponte, perdendo per due a uno: in campo Di Rocco, Del Vescovo, Geremia, Reali, D’Annibale, Tiberia, Malizia, Loffredi, De Santis, Tiberia e Vicheni. Presto scompaiono la Gramsci e i Buccetti, nel 1954 la prima apparizione del “Disco Volante” (Azione Cattolica di Don Peppino De Sanctis) e della “Libertas” (Democrazia Cristiana). Quest’ultima, molto blasonata, non riesce a vincere una partita anche se vanta la presenza in campo di Gino Hagendorfer, Romolo e Checco Battista, Roberto De Angelis, Antonio Rocca, Giuseppe “Peppe Mao” Cicciarelli, Gasperino Palombo e Nino Bartoli. Nel 1961 sarà la Piazza ad aggiudicarsi la vittoria, proprio contro il Ponte. 21 giugno 1961: la partita è inserita nei festeggiamenti patronali. Risultato zero a zero, anche dopo i tempi supplementari, tre a due a favore della Piazza dopo la lotteria dei rigori. La Finale Terzo/Quarto Posto Stella Azzurra-G.S. Cora Enal con risultato di tre a due (Ottavio Viola, Egidi e Bucciarelli; Duilio De Santis e Capoccetta). L’edizione estiva del 1968 è dedicata alla memoria di Marino Piroli (scomparso per un incidente stradale) ed è vinta per due a a zero dalla Borgata ai danni della Stella Azzurra. Formazione Borgata: Del Brocco, Farina, Vicheni, Micheli, De Angelis, Speranzini, Pizzarda, Protani, Verrelli e Incitti. Formazione Stella Azzurra: Colasanti, Orati, Di Veronica, De Vito, Egidi, Viola, Micheli, Santonico, Bruscino, Cipriani, Lepre. La Colombo del Presidente Peppino Masi, fusasi con la Piazza, dà luogo, come detto, all’Aurora e dal Bar Tanzini esce fuori la Società Ariete: Di Rocco, Carlini, Ceccarelli, Savoni, Bucciarelli, Gazzaneo, Roma L., Tiberia, Reali R., Carlini e “Burraccione” Del Brocco.

 LA GRANDE ANNUNZIATA CECCANO

Sor Nino Paliani e Silvio Annibali riescono a coinvolgere il Comm. Antonio Annunziata e figli per risollevare il Ceccano. L’obiettivo è quello di allevare ed educare i giovani calciatori all’insegna di un paziente e assiduo lavoro di mesi. Prima che inizi il Campionato di Prima Divisione 1952/53, Annunziata rileva la denominazione della vecchia squadra del Ceccano e ingaggia come operai e impiegati nel Saponificio i potenziali componenti della squadra di calcio, che sarebbero rimasti presso lo stabilimento anche dopo il ritiro dal calcio giocato. Ceriani, studente romano, percepisce il rimborso delle spese-viaggio; Giovannone, ceccanese di nascita, torna dalla Viterbese e inizia a lavorare all’Annunziata; anche Hagendorfer e Ferri, provenienti da Sora, i cepranesi Celani e Casanova, Scagliarini (migliaia di lire per riscattarlo dal’Artiglio), il romano Guadagnoli, il ceccanese Gabriele (di ritorno dall’Isola Liri) e Facchini (ex Sora). Ogni giorno di gara i calciatori dell’Annunziata Ceccano consumano un pasto presso la Trattoria delle Rose e poi scendono in campo. Il Premio Partita di duemila lire per ogni gara vinta fuori casa, mille per quelle vinte tra le mura amiche, un extra per le Finali; duecentomila lire per la vittoria finale del titolo. La vittoria arriva e la promessa è mantenuta. Le condizioni, però, cambiano presto: niente ingaggi né premi né stipendi, al massimo un rimborso-spese per i fuori-sede e un posto di lavoro nel Saponificio. L’astro nascente dell’Annunziata Ceccano, con un cammino mai realizzato da nessuno, inizia a ricevere critiche dall’ambiente sportivo romano. C’era poco da dire: la Romana Gas, inseguitrice del gruppo-Annunziata, termina il Campionato a meno tredici, per non parlare delle altre “aristocratiche” del calcio capitolino (Fatme, Italia Nuova Centocelle, Cosmet). Ventitre vittorie e un pareggio, Campione Laziale, battuta solo dall’Astrea. Il pubblico ceccanese è estasiato dalle gesta dell’Annunziata Ceccano: arrivano squadre di primo ordine, come il Bologna, battuto tre a due; il Chinotto Neri, sette a due; il Sarpsborg (campione norvegese), zero a zero; il Padova, uno a uno; la Lazio, l’unica a vincere per uno a zero una gara che merita di perdere. Sulle colonne di “Paese Sera”, il postino Lorenzo Masi titola: “Ceccano ha sempre vinto. In Ciociaria è nata una stella”. Tutti ormai si chiedono quale sia il segreto dell’Annunziata: il Commendatore e il Ragionier Paliani riescono a creare una corazzata guidata dall’Allenatore Uber Gradella. Ma la tranquillità viene a mancare nella Stagione 1951/52 e, per protesta contro l’esclusione di un compagno nella partita contro il Gaeta, alcuni calciatori non s’impegnano durante la stessa per influenzarne l’esito in negativo. A Mister Gradella si contesta il fatto di essere andato a fare campagna acquisti a Mantova, non sfruttando i talenti locali: arrivano la mezzala Visentin (dalla Cremonese per settantamila lire), Mariani (dal Piadena, cinquanta mila), Panato, Quagliarotti e Cataldi (dall’Avezzano, diecimila, cinquantamila e settantamila lire), il terzino Ghezzi (dal Castellino di Mantova, trentamila lire), il portiere Moretti (gratuitamente dalla Cosmet) e l’appena diciottenne Cavicchini (terzino del Mantova). La campagna acquisti non porta alla vittoria, anche e soprattutto perché di trenta giornate ventisei vengono giocate con una formazione diversa. Nessuno è sempre presente e i “titolari” disputano la metà delle gare. Anche Gradella, con alcune scelte, contribuisce a impantanare l’Annunziata Ceccano: in polemica con Facchini, mette fuori squadra Ceriani, Hagendorfer e Bruni, i sorani Martinelli e Ferri e inizia a tenere lontano dai campi Spinelli. Seppur non vincenti, è pur sempre il miglior calcio giocato in Promozione: ottanta reti fatte, ventitre subite, a un solo punto dalla prima. Per Gradella arriva l’esonero e la direzione è presa da Mister Matteucci, che raddrizza la squadra e le dà nuova linfa. Nel maggio del 1954, lo “Stadio Sportivo” scrive “Viva l’Annunziata”, mentre sul “Messaggero” si celebra la vittoria di una squadra, che aveva totalizzato quarantaquattro punti, a più sette sul Latina; il bomber è Claudio Gabriele (con 25 reti, per la settima volta Capocannoniere di entrambi i gironi), che con Martinelli (20), forma una coppia-gol da applausi. L’Annunziata Ceccano vola in IV Serie, acquistando subito il portiere Baciocco dal Terracina e i mediani Conti e Marinovic dal Sora, e facendo sedere in panchina Mister Monza, già noto nell’ambiente sportivo ciociaro. Gli spettatori sono cinquemila, il terreno di gioco viene ampliato e viene costruita una tribuna di legno (lato fiume), le gradinate vengono aumentate di tre unità, vicino agli spogliatoi è posta la “Gabbia dei Leoni” per accogliere gli Ultras. A fine calciomercato, il Ragionier Paliani comunica gli altri nomi degli arrivati: Scagliarini, centravanti proveniente dal Treviso e del Marzotto Vicenza, Cannavacciolo (ala sinistra) e Martinelli (ala destra). La formazione dei titolari in quella Stagione è la seguente: Baciocco, Giovannone, Spinato, Bianchini, Perinelli, Marinovic, Martinelli, Spinelli, Gabriele, Scagliarini, Cannavacciolo. Il Campionato viene vinto dal Colleferro, seconda la Torres, terzo l’Aquila, quarta l’Annunziata. Arrivano rinforzi: Ciancarini dall’Italica di Roma, Bianchini dall’Aquila, Dini dalla Salernitana, Orlandi dal Sora, Capelli dal Monte Verde. Vanno in prestito all’Isola Liri Bruni, Cavicchini, Celani, Casavecchia, Panato, Tanzilli, Protani; al Ferentino Gizzi I; al Sora Banci; al Terracina Di Spigno. Ceduto definitivamente agli isolani Praiola, mentre a Massara, Furci, Di Stefano, Cipriani e Rubini non viene proposto il rinnovo. A Guadagnoli, uno dei calciatori più forti mai visti a Ceccano,la lista-premio. Neanche nel 1955/56 l’Annunziata riesce a vincere, arrivando terza, e a metà stagione c’è un nuovo avvicendamento tra Mister Monza e Mister Matteucci.

Peppino Viola (corrispondente del Corriere dello Sport): “Verità sull’Annunziata” (3 agosto 1956)

A dieci giorni dall’inizio della Stagione 1956/57 la Società Annunziata Ceccano non ha ancora inoltrato domanda di iscrizione. I tifosi sono ovviamente preoccupati, svaniscono i sogni di gloria, il Comune tenta di farsi restituire il “giocattolo”. Pare che la squadra si stia smantellando: tutti in fase di liquidazione, nomi, cifre, in realtà supposizioni, perché i Dirigenti rossoblu garantiscono la continuità e vengono ceduti “solo” Baciocco al Colleferro e Spinelli alla Romulea, Ciancarini è svincolato e Giovannone firma per la Romana Elettricità. Fatto sta che l’Annunziata partecipa al Campionato, schierando in campo molti giovani ceccanesi, con la seguente formazione titolare: Amati, Protani II, Protani I, Visentin, Spinato, Casavecchia, Vicheni, Funari, Gabriele e Scagliarini. Finito il Campionato in maniera ingloriosa, i giocatori vengono ceduti ad altre società: il terzino Vincenzo Funari passa all’Andria e poi alla Spal, squadra con cui ebbe anche la gioia dell’esordio in Serie A. Prima di lui Giordano al Napoli (1936), Zolli (1937) e Giovannone (1948) alla Roma hanno calcato campi di prim’ordine.

Filippo Giudici: “L’Annunziata era un insieme armonico in tutti i suoi reparti. Una difesa potente: Pino Cipriani, prelevato dai ragazzi della Roma, un Celani più portato alla rottura e Titta Giovannone, che interrompeva il gioco e curava l’appoggio perfetto negli allunghi. Hagendorfer al centro non sbagliava un intervento, colpitore perfetto di piede e di testa; Rocco Ferri era una roccia, faticatore assiduo, marcatore inflessibile; Pasqualino Casavecchia, motorino instancabile; Roberto Scagliarini, ala veloce, padrone della fascia destra; Guadagnoli, un vero signore in campo, la mente della squadra, classe da vendere, controllo di palla, dribbling e visione di gioco alla Platini; Claudino Gabriele, estroso, imprevedibile, astuto, giocoliere; Facchini, mancino infaticabile, e Bruni, tutto serpentine e finte. Con la fine ingloriosa dell’Annunziata il gioco del calcio a Ceccano tornò ai primordi, ma la passione sportiva non si può annullare completamente, non si può estirpare, essa cova nelle mente e nei cuori, si tratta solo di farla riscoprire e riportarla a nuova vita”.

ANNI SESSANTA

A Ceccano viene ricostruita una squadra di giovani animati da spirito dilettantistico, che non hanno nulla a pretendere e offrono le loro prestazioni per puro divertimento. L’allenatore-giocatore è Filippo Giudici e la squadra viene presentata ufficialmente alla stampa il 14 febbraio 1960. La Società Sportiva Ceccano: Presidente Dott. Francesco Battista, Vicepresidente Igino Picchi, Segretario Antonio Carlini, Consiglieri Leandro Mattone, Felice Di Mario, Domenico Del Brocco e Ernesto Scarsella, Tesoriere Romolo Scarsella. Tra i pali Giovanni Colasanti, Giovanni Ciotoli e Domenico Di Rocco. Difensori: Lorenzo D’Annibale, Felice Del Brocco, Dionisio Egidi, Augusto Mattone. Centrocampisti: Antonio Protani, Antonio Mattone, Salvatore Tiberia, Vincenzo Colasanti, Michele Del Vescovo. Attaccanti: Pasquale Vicheni, Mario Verrelli, Vincenzo Cipriani, Luigi Stirpe, Marcello Micheli, Luigi Cipriani, Adriano Savoni, Giulio Bartoli ed Eliseo Torri. La formazione-tipo: Colasanti II, D’Annibale, Del Vescovo, Vicheni, Protani, Mattone, Savoni, Stirpe, Micheli, Verrelli, Cipriani. L’entusiasmo del pubblico era venuto a mancare, ma l’allenatore Giudici sta rimettendo assieme i cocci e presenta la squadra al Campionato di Seconda Divisione, avaro di soddisfazioni. I pochi che vanno allo Stadio contestano la squadra e la dirigenza, che a parte la passione, non ha grandi mezzi: si va in trasferta in cinque sulla 600 di Filippo Giudici, gli altri sei vengono portati dal taxi di Nicola “Cirigli” Ricci. In quattro anni si succederanno sulla panchina Hagendorfer, Bianchini, Pizzutelli, Cavicchini e Spurio. Con quest’ultimo e la Società guidata dal Presidente Cinque, nel 1970, l’allora Serie D viene meno per poco. Tra le fila del Ceccano, Egidio Fumagalli, vecchia gloria dell’SC Frosinone proveniente dalla Sessana, i giovani Santoro e Conte, oltre al riscatto di Mancini. Ceduto il solo Capoccetta, che ben si comporterà nel Sora. Al “Popolla”, nel novembre 1970, un incronto d’eccezione contro la rappresentativa miliare, che vince la partita con il Ceccano grazie a Wilson, Andreuzza, Reif, Iacomuzzi, Mondonico e Foglia. Pronta risposta del Ceccano a Mondonico con una deviazione sotto misura di Micheli. Ancora Mondonico e ancora Ceccano con una volée di Antonini, poi risultato a favore dei “militari. Ceccano Primo Tempo: Di Lorenzo, Padovani, Pizzarda, Fumagalli, Mancini, Viola, Orsinetti, D’Ambrosi, Micheli, Rinna, Venditti. Ceccano Secondo Tempo: Di Lorenzo, Barletta, Micheli, Fumagalli, Paliani, Puma, Tomassi, Conte, Antonini, Cipriani, Micheli. In contemporanea al Gruppo Sportivo di Giovanni Cinque, opera a Ceccano la Società Rinascita, allestita da Mario Maura, Luciano Pistilli e Mario Adinolfi. Le due squadre si sarebbero fuse ben presto e questo avrebbe aiuto la S.S. Ceccano a non fallire. La sospirata promozione in Serie D non arriva, la Dirigenza Cinque abbandona la scena calcistica e arriva addirittura la retrocessione.

ANNI SETTANTA E OTTANTA: RINASCITA E SC MARINI

Il Messaggero (20/11/1970): “Lo Sport a Ceccano è in netta ripresa: proprio in questi giorni si è costituita una nuova società sportiva, la Polisportiva Rinascita Ceccano. Presidente del nuovo Club Luciano Pistilli, che si avvale di preziosi collaboratori quali l’assessora Mario Maura, il Dott. Martini, il Sig. Percili, e si rivolge principalmente agli atleti dai 12 ai 17 anni”.

Alla direzione della Rinascita Franco Protani, che aveva portato gli Allievi alla vittoria del Campionato Provinciale nel 1970. In campo Ardovini, Adinolfi, Natalizi, Massa, Fiorentini, Fratangeli, Micheli, Di Mario, Maura G., Percili e Carlini. Nel 1971 Torneo Internazionale a Bolzano con Finalissima contro il Bari persa ai rigori. Nel 1972 vittoria schiacciante della Terza Divisione: i calciatori scommettono di tagliarsi i capelli solo in caso di sconfitta e diventano tutti capelloni. Micheli, Tiberia, Adinolfi, Fiorentini, Del Brocco, Carlini, Maura G., Incitti, Compagnoni, Egidi e Cicciarelli. La promozione in Prima Divisione arriva l’anno seguente con Compagnoni, Carlini, Incitti, Pirri, Raoni, Micheli, Maura G., Maura W., Natalizi, Fiorentini, Pirri V, Strangolagalli e Silvaggi. Nel 1975 nasce la “Scuola Calcio Marini”: l’omonimo Presidente, Tiberio, è anche Consigliere dalla S.S. Lazio e spesso le partite dei Tornei al CS Marini sono visionate da dirigenti e calciatori laziali (Tommaso Maestrelli, Uberto Lenzini, Felice Pulici, Giorgio Chinaglia, Luciano Re Cecconi, Pino Wilson, Bruno Giordano, Lionello Manfredonia, Bob Lovati). Muovono i primi importanti passi Tonino Pizzuti, Peppe Visentin, Pietro Compagnoni (anche in C col Frosinone), Domenico Costantini, Vittorio Passeri, Tommaso Di Stazio, Loreto Carlini. L’allenatore è Mario “Zazà” Verrelli e il collaboratore tecnico Franco Cavicchini. Alla fine degli anni Settanta, la SC Marini si scioglie col passaggio del Presidente Tiberio Marini all’AS Frosinone, ai cui vertici sarebbe stato per due anni. A tener vivo l’interesse per il calcio a Ceccano è l’imprenditore Terenzio Sebastianelli, assieme al Mister Tiberia, che aveva vinto Campionato Allievi e Coppa Regionale, accedendo di fatto all’Under 21 Regionale. Primo posto e partecipazione al Campionato di Seconda Categoria. Dirigenza: Biagio Mingarelli, Terenzio Sebastianelli, Pasqualino Vicheni, Mario Maura, Luciano Pistilli, Antonio Adinolfi, Augusto Celli, una cordata guidata dal Presidente Giuseppe Bruscino. Allenatore-giocatore, come detto, Franco Protani. Il Campionato di Seconda Categoria viene vinto nel 1978/79 e fanno parte dell’organico Antonio Compagnoni, Giuseppe Egidi, Benedetto Terenzi, Giovanni Bruscino, Enzo Compagnoni, Sergio Incitti, Franco Bruscino, Bruno Cutonilli, Massimo Carlini, Filippo Silvestri e Maurizio Umani. Nel 1980/81 la vittoria del Campionato di Prima Categoria con Piero Del Sette e i neoacquisti Segatori, D’Itri, Padovani Ubaldo, Monaco Salvatori, Furlan, Ercoli e Riccardi. Il Ceccano di Spurio alla prova della Promozione: arrivano Calderoni, Padovani Giovanni, Paparo, Monaco e Cremaschi. In Coppa Italia si arriva in Finale al Flaminio contro il Civitavecchia e il Ceccano perse tre a zero. Entrarono allora in Società il Sindaco Aldo Papetti, Paolo Colafranceschi, Cupini, Bonanni, Franco Bruscino e Luciano Aversa. Patron Bruscino rimane al suo posto dietro pressioni del Sindaco Papetti e inizia il nuovo campionato con un introito record: sessanta milioni per la cessione di Umani e Bruscino al Sora più il prestito di Tamburrini e Giammarco. Il Titolo, però, passa presto a Luciano Aversa, che permette la conclusione della Stagione 1981/82, e successivamente a Tiberio Marini, che è di casa allo “Stadio Maestrelli” (attuale Centro Sportivo Marini). Polemiche a non finire nella Stagione 1983/84 per una nuova crisi societaria: il Presidente Marini, in rottura con l’amministrazione comunale, vieta l’entrata agli atleti al centro sportivo ma, nel settembre 1983, si mette un punto alle annose polemiche. Il Ceccano può così avere a completa disposizione lo Stadio Comunale “Dante Popolla” per il Campionato di Promozione. Il debutto in Coppa non è dei migliori, il campo va diviso per gli allenamenti con l’Atletico Ceccano (Terza Categoria), che concede il martedì per svolgerli a pieno ritmo. Nell’agosto 1984, iniziano a circolare voci su una presunta cessione del Titolo del Ceccano alla Vis Sezze, che tramite fusione avrebbe potuto disputare il Campionato di Promozione 1984/85. Smentite e controsmentite, fatto sta che il sodalizio di Via Peschieta cede il diritto di partecipazione. Il Sindaco Angelino Loffredi, spinto dalle assemblee dei tifosi, inoltra un esposto alla Procura della Repubblica di Frosinone e si va avanti così. Anzi, si torna indietro: a Ceccano non c’è più il Ceccano. A tenere vivo il settore giovanile è Vincenzo “Ciorci” Tiberia, coadiuvato da Carlo e Gianni Querqui: gli Allievi vincono Campionato e Coppa Regionale, poi nel 1985/86 il Campionato Under 18, dunque c’è la possibilità di partecipare al Campionato di Seconda Categoria. Presidente Giovanni Bruscino, Vice Gianni Querqui e Alessandro Mazzocchi, Segretario Claudio Giansanti, Tesoriere Edoardo Papetti, Presidente Onorario il Sindaco Angelino Loffredi. Gli Allievi di Mister Basile continuano a mietere successi e la Prima Squadra vince il Campionato Provinciale in uno spareggio contro il Fontana Liri (3-0 per i rossoblu). Rosa: Belli, Masi, Del Brocco D., Lucchetti M., Realacci, Ferri M., Passeri M., Palladini F., Bucciarelli D., Basile P., Di Lorenzo, Carlini F., Del Brocco L., Carlini L., Innocenzi, Colapietro, Micheli. Il 10 luglio 1986 nasce a Ceccano la Società Sportiva Scuola Calcio Spes Nuova Ceccano, dalla fusione di altre realtà esistenti.

Tonino Pizzuti: “1988: si torna, dopo qualche anno di silenzio, a riparlare di calcio giocato nella città fabraterna. Si ricomincia dal Campionato di Seconda Categoria, grazie alla squadra giovanile che l’anno precedente era riuscita a vincere il Campionato Under 20”.

Il Presidente è Giuseppe Bucciarelli, i Vice Pasquale Serra e Augusto Celli, Segretario Ennio Serra, Consiglieri Giovanni De Santis, Domenico Pizzuti, Felice Masi, Girolamo Pizzuti, Mario Maura, Vincenzo Del Brocco, Vincenzo Maliziola, Angelo “Mazzola” Mastrogiacomo, Giuseppe Ciotoli e Giancarlo Carazzi. A capo della dirigenza il Dott. Giuseppe Paliani, che tenta di riportare a Ceccano tutti i giocatori locali che erano stati costretti ad andarsene per le più svariate ragioni: tornano Pizzuti e Sarti dal Sora, Compagnoni dalla Vis Sezze, Visentin dall’Alatri, Mattone e Testa dall’Anitrella, e in panchina si siede Giovanni Padovani con l’ausilio del massaggiatore Fausto Orsinetti. L’antagonista più agguerrita è l’Anagni, che dovrà inchinarsi allo strapotere ceccanese: il Capocannoniere è Pietro Compagnoni, 24 reti che trascinano il Ceccano in Prima Categoria. In rosa Pino Tosti, Massimo Carlini, Domenico Colapietro, Peppe Visentin, Roberto Testa, Tonino Pizzuti, Luigi Colapietro, Mario Protani, Tonino Marini, Giovanni Mattone, Luciano Mattone, Mirko Carlini. Avvio non troppo brillante, poi sette risultati utili consecutivi e la vetta della classifica assieme alla Stella Azzurra Porrino di Mister Bruno Mizzoni (qualche anno dopo sulla panchina rossoblu). Il Big-Match arriva alla Ventisettesima Giornata in quel del Popolla: costo del biglietto diecimila lire, stadio tutto esaurito. La Spes punta su Compagnoni, Pizzuti, Carlini e Testa per scardinare la difesa a zona di Mister Mizzoni: bisogna vincere. A cinque minuti dal termine un contropiede avversario porta gli ospiti al pareggio e l’unica speranza residua è il ripescaggio a opera della Lega. Portieri Massimo Arduini e Mario Protani. Difensori Loreto Carlini, Olindo Sarti, Roberto Testa, Tonino Pizzuti, Giovanni Mattone, Massimo Carlini. Centrocampisti Tonino Marini, Pasquale Cipolla, Luciano Mattono. Attaccanti Pietro Compagnone e Fabio Stramaccioni. In più, il vanto di aver sfornato duecento ragazzi tra gli otto e i diciotto anni nelle varie categorie: Pulcini, Esordienti, Giovanissimi, Allievi e Under 18. Nel 1988/89 esce di scena il Presidente Peppino Bucciarelli, ma non del tutto, vista la continua collaborazione negli anni a venire, soprattutto nel Settore Giovanile e nello Sport che lo vede tra i pioneri: il Calcio a Cinque. A distanza di anni, lo Sporting Club Ceccano Calcio a 5 (1996) avrebbe costituito rappresentanze maschili e femminili ceccanesi di calcio a cinque, che avrebbero preso parte con successo ai campionati.

ANNI NOVANTA

Il sospirato ripescaggio non arriva e nel 1989 la panchina ceccanese viene affidata a un giovane allenatore con un passato nelle giovanili della Lazio: Ezio Castellucci. Il Presidente è Biagio Mingarelli, il Direttore Sportivo Renzo Frainetti. Acquisti: Claudio Gava dalla Vis Sezze, Moreno Bartolomucci dall’Isola Liri, Gabriele Di Passio dall’Arpino. S’inizia ad agosto nel ritiro in Contrada Badia e il gioco improntato sulla difesa a zona comincia a incuriosire i tifosi. Nel girone “romano” di Prima Categoria (senza il classico Ceccano-Terracina) con San Cesareo, Trevi, Santa Maria delle Mole, Ciampino, Bellegra. Castellucci punta sulla Vecchia Guardia: Loreto Carlini, Pietro Compagnoni, Pasquale Cipolla, Giovanni Mattone, Tonino Pizzuti, Roberto Testa, a mo’ di chiocce per i giovani Mirko Carlini, i due Luigi Colapietro, Davide Del Brocco, Luca Carlini, Mario Protani e Olindo Sarti. Gioco spettacolare, difesa in linea, sovrapposizioni, tattica del fuorigioco, triangolazioni perfette, pochissime sconfitte, tante vittorie fuori casa, applausi a scena aperta per il Ceccano di Castellucci. Il ritorno in Promozione coincide con la Stagione 1990/91, ma Mister Castellucci, a sorpresa, lascia il Ceccano, accettando l’offerta dell’Isola Liri (Campionato Interregionale) e portandosi in dote Mirko Carlini e il fisioterapista e massaggiatore Giuliano Trovini. Il sostituto è Mister Enrico Ferrigati, grande ex del Latina e del Terracina, alla prima esperienza, ma appena dopo la preparazione atletica, subentra Mister Bruno Mizzoni, ex Stella Azzurra. Campagna acquisti: i portieri Michele Sapone e Domenico Polsessi, poi Antonio Ripa, Massimo Strozza, Pasquale Cardamuro, Michele Lunghi, e i giovani Danilo Cipriani, Vincenzo Ciotoli, Giovanni Liburdi e Davide Del Brocco. Campionato con squadre del calibro di Terracina, Aprilia e Marino, e in più l’impegno in Coppa Italia Dilettanti. Sul neutro di Giuliano di Roma, il Ceccano pareggia uno a uno con l’Albano Laziale e al ritorno vince uno a zero: l’eroe d’andata e ritorno è il giovane Danilo Cipriani, autore delle due reti. Ceccano al Secondo Turno (Girone a Tre con Tanas-Primavalle e Montelibretti). In Campionato battaglia per la vittoria finale tra Terracina, Marino e i ceccanesi di Mizzoni. Dopo il pareggio con Montelibretti, il Ceccano vince in casa contro il Tanas-Primavalle grazie alla punizione magistrale di Pizzuti e al sigillo nel finale di Di Passio. Entra in società come Vicepresidente Santucci e si punta tutto sulla Coppa Italia Dilettanti, lasciando a Marino e Terracina la lotta per la vittoria finale in Promozione. Il Terzo Turno: la Nuova Terzigno perde due a zero a Ceccano e pareggia per uno a uno in casa. Turno successivo: il Ceccano non va oltre lo zero e zero all’andata, ma in trasferta a Terni con lo stesso pullman utilizzato dalla Nazionale, riesce a segnare (in nove contro undici) con Lunghi il due a due per continuare la galoppata. Quinto e Sesto Turno: si piegano l’abruzzese Fucense e la toscana Juventus Borgo S. Lorenzo. Quarti di Finale col sorteggio non troppo benevolo: la temutissima Città di Castello, vincitrice del Campionato umbro di pari categoria. Nel frattempo, il Terracina e il Marino si avviano allo Spareggio di Isola Liri che avrebbe consegnato la vittoria. Il Città di Castello arriva a Ceccano convinto di vincere, ma incontra una squadra e un pubblico numerosissimo che spingono i rossoblu a giocare una delle più belle partite di sempre del Ceccano Calcio. Pioggia battente, dopo mezz’ora Ceccano in vantaggio per ben tre a zero, gioco spettacolare applaudito anche dagli ospiti. Nella partita di ritorno, senza tanti titolari, ma con il pubblico delle grandi occasioni al seguito, il Ceccano riesce a limitare i danni a un due a zero e a conquistare la Semifinale nazionale assieme a Castrovillari, Sestrese e Miranese. La prima affronta il Ceccano in terra calabra e con la solita immancabile tifoseria dietro: il pubblico di casa accoglie i ceccanesi con un caloroso e sportivo applauso. Intanto Bruno Mizzoni si è dimesso e in panchina è arrivato Mister Tonino “La Barbera” Tomassi, che si trova per le mani una partita difficilissima da condurre, soprattutto a livello nervoso, specie dopo il vantaggio dei padroni di casa. Una bomba da fuori area di Pasquale Cipolla ristabilisce presto l’equilibrio del match. Il 22 maggio 1991, al Dante Popolla di Ceccano, arriva il Castrovillari: spettacolo coreografico di categoria superiore quello a cui si assiste, con bandiere, striscioni, coriandoli a fare da cornice a un pubblico meraviglioso. Partita sentitissima e giornata molto calda: in vantaggio gli ospiti con l’ala Tormento, che segna partendo da posizione molto sospetta (per usare un eufemismo) e consegna la qualificazione al Castrovillari. Il Ceccano esce dalla Coppa, ma ha riempito tutte le testate nazionali e portato il nome della Città in giro per l’Italia. In Eccellenza un terzo posto finale. Sulla panchina rossoblu torna allora Giovanni Padovani e lasciano la squadra Compagnoni, Pizzuti (per poi tornare), Sapone, Polselli, Carlini, Cardamuro, Ripa e Strozza. Padovani lascia la panchina dopo poche giornate e si avvicendano al suo posto Federico Caputi e Bruno Abatini, infine dal 1992/93 torna Castellucci, l’indimenticato trainer della vittoria in Prima Categoria. Anche a livello societario c’è un cambiamento: fuori Biagio Mingarelli, dentro colui che sarà ricordato come il Presidentissimo, Domenico “Mimmo” Aversa.

Mimmo Aversa: “Voglio portare il Ceccano tra i Professionisti, sono stato troppo tempo lontano dalla mia città per motivi di lavoro. Adesso voglio fare qualcosa di importante, voglio vincere subito il Campionato”.

Tra i pali Michele Sapone, difensori Vincenzo Rossi, Olindo Sarti, Roberto Rossini, Domenico Coraggio, Tonino Pizzuti, Massimiliano Favale, centrocampisti Gabriele Di Passio, Giuseppe Cimmaruta, Vincenzo Ciotoli, Alfonso Adinolfi, Pino Ciotoli, Roberto Piacenza, attaccanti Massimo Gismondi, Salvatore Manfellotto e Luigi “Gigi” Caliano. Preparatore atletico Saulo Lombardi, Allenatore dei Portieri Bruno Giustini. Il Presidente Aversa avrà anche la collaborazione del compianto fratello Mario, che come lui amava il ciclismo, la boxe e il Ceccano calcio. Dopo un ottimo avvio, Mister Castellucci deve fare a meno di Caliano per molte partite e arrivano le prime sconfitte. Il girone di ritorno vede il Ceccano nuovamente in testa, seguito da Ferentino e Vis Velletri, ma l’allenatore lascia per due mesi gli allenamenti per partecipare a un Corso per Allenatori di Seconda Categoria a Coverciano. Il Ferentino passa facilmente al Popolla per tre a uno e il Ceccano inizia a perdere altro terreno. L’ambiente ne risente e il Presidente Aversa fatica a tenere la squadra compatta. Tornato Castellucci, ormai è tardi e il Ferentino troppo in alto. Dopo le contestazioni del pubblico per la dispendiosa campagna acquisti, Castellucci va di nuovo via dal Ceccano.

Mimmo Aversa: “La promozione è solo rimandata di un anno, questo è servito per fare esperienza”.

Il Presidente affida la squadra a Pasquale Camillo e a distanza di un anno manterrà la sua promessa. Un anno brillante, una vittoria ai rigori nello Spareggio del Campionato e una Finale di Coppa Italia persa allo “Stadio Flaminio” contro il Civitavecchia (3-0). Capocannoniere della squadra Gigi Caliano. Mister Camillo ha portato con sé il portiere Pastori, Paris, Durastante, che si erano aggiunti a Bucciarelli, D’Emilio, Coraggio, Maietta, Rossi, Vannucci, Ciotoli, Cascarino, Favale, Zitelli, Adinolfi, Solli, Liburdi, Funari, Roma, Gismondi, Manfellotto, Colapietro, Innocenzi, Di Passio e Bianchini.

Clemente Rinaldi (radiocronista I.T.R.): “Prende la rincorsa Rossi del Ceccano per battere questo rigore decisivo, tiro…gooooool! Il Ceccano promosso nel Campionato Nazionale Dilettanti!” (Spareggio con l’Anagni-Fontana sul neutro di Latina)

Dopo l’impresa di Aversa, Camillo e calciatori, un altro allenatore ha avuto l’onore di sedersi sulla panchina cara al Presidente: Luciano Sparacca.

ANNI DUEMILA

Nella stagione 2001/2002 il Ceccano retrocede dal Campionato Nazionale Dilettanti all’Eccellenza. Apparentemente l’organico della società sembra in grado di garantire un campionato tranquillo, nonostante in quegli anni nel massimo campionato regionale molte società stavano costruendo vere e proprie corazzate come la Lupa Frascati e l’Isola Liri, entrambe promosse con rispettivamente 77 punti e 71 punti.Il Ceccano si posizionerà sedicesimo in graduatoria, dietro al Colleferro, totalizzando solamente 32 punti. Questo è l’inizio di uno dei periodi più brutti della storia del calcio ceccanese, che ripartirà ai nastri di partenza del campionato di Promozione 2003/2004 con una formazione rimaneggiata e con scarsa capacità di gioco.Le prime partite sono un totale insuccesso con sconfitte pesanti contro Morolo, Minturno e Roccasecca: a fine campionato il Ceccano retrocede di nuovo come ultima in graduatoria con soli 11 punti all’attivo. Medesima sorte nel campionato di Prima Categoria: ultima a fine campionato con conseguente retrocessione. In Seconda Categoria invece inizia a cambiare l’assetto societario: il nuovo Presidente Felice Lucchetti costruisce una squadra importante per la categoria provando a salire in quello stesso anno, ma fallendo; vi riesce, però, l’anno successivo grazie all’ammissione in Prima Categoria, dove la squadra guidata dal Tecnico Livio Pizzuti esprime un gioco vivace e pulito conquistando la vittoria del campionato e accedendo di diritto alla Promozione 2008/2009. In Promozione il Ceccano raggiunge quota 44 punti salvandosi senza grossi problemi. Nel 2009 il Ceccano rileva il titolo di Eccellenza dal Ferentino neo-retrocesso dalla Serie D e disputa 5 campionati consecutivi di Eccellenza prima di retrocedere nel maggio 2014 sul “D. Bartolani” di Cisterna di Latina contro la Pro Cisterna (gara Play-Out persa per 2-1). La società viene rilevata dal Presidente Davide Tiberia, ma dopo aver disputato il campionato di Promozione 2014/15 in cui il Ceccano si salva all’ultima giornata contro il Campodimele, la dirigenza preferisce non procedere all’iscrizione della squadra in Promozione visti i debiti accumulati dalle precedenti gestioni societarie e riparte di conseguenza dalla Terza Categoria con la neocostituita Associazione Sportiva Dilettantistica Ceccano Calcio 1920. La nuova Società, in collaborazione con ZeroTrentaVentitre (attuale Ufficio Stampa della Società), organizza alcuni eventi che coinvolgono vecchie glorie del Ceccano anni 90 come Mister Pasquale Camillo, Alfonso Adinolfi, Gigi Caliano, Piero Calvigioni, Paolo Costantino, Nicola Costanzo, Enrico Di Curzio, Luigi Durastante, Remo Ianni, Giovanni Liburdi, Sandro Pastori, Gianni Pezzella, Nicola Romaniello e Alessandro Vitti. Dopo l’emozionante serata del 1° settembre al Centro Sportivo Marini, la Presentazione Ufficiale dell’ASD Ceccano Calcio avviene il 6 settembre 2015.

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